30 gennaio 2015

Il gioco della coscienza

Ora non dobbiamo dimenticare che tutto è movimento, dunque l' emergenza di un inizio e l' esperienza di una fine non sono prerogative esclusive dell' azione ma dimorano nel cuore di ogni cosa.
L' inizio è la manifestazione di un caso possibile mentre la fine è l' ordine che ne soddisfa la realizzazione. Ogni possibilità si determina nel nascere e si consuma nella propria necessità.
L inizio è l' avvento di una determinata soggettività che nata dall incontro disordinato  di particolari condizioni si nutre di esse fino alla propria regolarizzazione, attraverso una spontanea organizzazione che la renderà partecipe, ovvero oggetto, di un sistema soggettivo.
Vista cosi ogni cosa è un evento che ospita entro i suoi limiti non solo inizio e fine, o più propriamente causa e effetto, ma sopratutto la doppia identità di soggetto e di oggetto.
Oggetto come forma che si de-forma per mezzo dell informazione e Soggetto come informazione che forma per mezzo della de-formazione.
È un piccolo gioco di parole che getta un po di  luce su concetti chiave quali disordine (deformazione) e ordine (informazione), che rimanda silenziosamente alla radice della Conoscenza (forma e contenuto), un gioco che lascia trapelare una possibile e accattivante riflessione sul senso dell' Essere, la struttura dell' Esistenza e l' emergenza della Vita.
Tutti diversi aspetti mescolati, relazionati e organizzati in un unico sistema.
E il solo -ente capace di far coincidere questi  aspetti in un unico SÉ è la Coscienza.

Allora dovremmo forse ricominciare e dire che tutto è  coscienza in movimento.

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